Posts Tagged ‘Risorgimento’

L’eredità etico-politica di Mazzini: cambiare le cose attraverso l’azione

giovedì, settembre 20th, 2012

“Mazzini è stato a lungo considerato come il grande sconfitto del Risorgimento, ma il tempo ormai trascorso dalla sua morte consente di vedere le cose in modo differente. […] è impossibile non percepire come, tra i protagonisti del Risorgimento italiano, sia stato Mazzini più di chiunque altro a esercitare un’influenza di rilievo nelle successive vicende del paese. […]  Tra i “grandi” del Risorgimento Mazzini e solo Mazzini avrebbe invece influenzato, a lungo e in profondità, correnti ed esponenti della politica e della cultura, plasmando per alcuni aspetti decisivi il modo stesso in cui segmenti importanti del paese hanno concepito la politica, i suoi strumenti, i suoi fini.” (altro…)

Salviamo l’Italia!

giovedì, gennaio 19th, 2012

©pantheon“Aggiungerei anche l’idea delle “riforme mobili” […]. Non si tratterebbe di “riforme” come quelle di cui oggi si sente parlare – la riforma pensionistica (ossia i tagli alle pensioni), la riforma dell’equilibrio dei poteri (ossia distruggerlo), la riforma della Costituzione (no comment). Sarebbero invece riforme che coinvolgono i cittadini stessi in una dinamica di decision making che parte dal basso verso l’alto […]. Idealmente, le “riforme mobili” sono quelle che, strada facendo, portano la gente a interessarsi alla politica, ad autorganizzarsi, a prendere parte continuativa nel processo riformatore. In questo schema gli individui non sono solo i destinatari passivi delle politiche che discendono dall’alto, ma diventano rapidamente cittadini attivi, critici e dissenzienti. Un’idea simile porterebbe al capovolgimento della politica come la conosciamo ora, perché imporrebbe ai politici di diffondere il potere, invece di concentrarlo. Il concetto delle “riforme mobili” può essere applicato a molte sfere diverse – all’ambiente con la raccoltà differenziata, il risparmio energetico e altre misure che partono dalle famiglie stesse, alle politiche partecipative con la creazione di veri forum dei cittadini (non quelli fasulli della “consultazione”).”. (altro…)

Il Risorgimento: dal mito nazionale alla complessità della storia

martedì, novembre 29th, 2011

©characters3“Caserta, 9 novembre [1860]. Sera […]
Ora odo dire che il Generale [Garibaldi] parte, che se ne va a Caprera, a vivere come in un altro pianeta; e mi par che cominci a tirar un vento di discordie tremende. Guardo gli amici. Questo vento ci piglierà tutti, ci mulinerà un pezzo come foglie, andremo a cadere ciascuno sulla porta di casa nostra. Fossimo come foglie davvero, ma di quelle della Sibilla; portasse ciascuna una parola: potessimo ancora raccoglierci a formar qualcosa che avesso senso, un dì; povera carta! … rimani pur bianca… Finiremo poi …” (Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno. Noterelle di uno dei Mille, Palermo 2010, pp. 109-110) (altro…)

Quando il ‘miracolo italiano’ è frutto delle doti e delle competenze: Cavour regista dell’unità d’Italia

venerdì, settembre 9th, 2011

©jollycavour

“Oggi, almeno in Italia, il politico che indugia sulla economia [come fece Cavour] viene considerato un “tecnico”, quasi un intruso di cui si ha bisogno magari in momenti di emergenza, con l’implicita e infastidita clausola che, fatto il suo dovere, quello debba mettersi da parte. Ciò dipende in gran parte dal fatto che il politico, che si considera un “professionista” è, troppo spesso, invece, solo un mestierante che conosce bene aspetti quotidiani del mestiere, appunto, ma non ha un vero […] senso della “professione” e di quello che questa comporti come preparazione per i problemi che deve affrontare, una preparazione che è, in definitiva, un dovere verso i cittadini, una questione di etica professionale…” (altro…)

A centocinquant’anni dall’unificazione dell’Italia

martedì, gennaio 11th, 2011

©layers“L’Italia da circa mezzo secolo s’agita, si travaglia per divenire un sol popolo e farsi nazione. Ha riacquistato il suo territorio in gran parte. La lotta collo straniero è portata in buon porto, ma non è questa la difficoltà maggiore. La maggiore, la vera, quella che mantien tutto incerto, tutto in forse è la lotta interna. I più pericolosi nemici d’Italia non sono i Tedeschi, sono gl’Italiani. E perché? Per la ragione che gl’Italiani hanno voluto far un’Italia nuova, e loro rimanere gl’Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico la loro rovina; perché pensano a riformare l’Italia, e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, pria, che si riformino loro, perché l’Italia, come tutt’i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà esser ordinata, ben amministrata, forte così contro lo straniero come contro i settari dell’interno, libera e di propria ragione, finché grandi e piccoli mezzani, ognuno nella sua sfera non faccia il suo dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che può. Ma a fare il proprio dovere, il più delle volte fastidioso, volgare, ignorato, ci vuol forza di volontà e persuasione che il dovere si deve adempiere non perché diverte o frutta, ma perché è dovere; e questa forza di volontà, questa persuasione, è quella preziosa dote che con un solo vocabolo si chiama carattere, onde, per dirla in una parola sola, il primo bisogno d’Italia è che si formino Italiani che sappiano adempiere al loro dovere; quindi che si formino alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto.” (Massimo D’Azeglio, I miei ricordi, a cura di S. Spellanzon, Milano 1956, pp. 17-18). (altro…)

Un terzo Risorgimento? No, il primo

mercoledì, giugno 9th, 2010

©puzzle

“Il vero! L’Italia nascente non chiede se non quello, non può vivere senza quello. L’Italia nascente cerca in oggi il proprio fine, la norma della propria vita nell’avvenire, un criterio morale, un metodo di scelta fra il bene e il male, tra la verità e l’errore, senza il quale non può esistere responsabilità, quindi non libertà. […] L’Italia nascente ha bisogno d’uomini che incarnino in sé quel vero nel quale essa deve immedesimarsi; che lo predichino ad alta voce, lo rappresentino negli atti, lo confessino, checché avvenga, fino alla tomba: e voi [politici opportunisti] le date l’esempio d’uomini che dicono e disdicono, giurano e sgiurano, troncano a spicchi la verità, protestano contro i suoi violatori, e transigono a un’ora con essi. Così preparate al giogo del primo padrone straniero e domestico, che vorrà inforcarla di tirannide, una Italia fiacca, irresoluta, sfiduciata di se stessa e d’altrui, senza stimolo di onore e di gloria, senza religione di verità e senza coraggio per tradurla in opera.” (Giuseppe Mazzini, A Francesco Crispi, s.l. 1864)

(altro…)


facebook like