Posts Tagged ‘scuola’

L’Istituto Comprensivo 9 di Bologna: la scuola del futuro

venerdì, luglio 8th, 2016

aula3_geografia3Avanguardie educative, nuove tecnologie digitali, modernità; e ancora tradizione, inclusione, interesse per i bisogni degli alunni più fragili e considerazione per le ambizioni di quelli dotati: questo, e molto altro, è l’Istituto Comprensivo 9 di Bologna, polo 3.0, ente di formazione per i docenti, luogo in cui nasce una pluralità di progetti che lo qualificano come eccellenza, tra le poche d’Italia.
Un riconoscimento importante, che mi coinvolge in prima persona perché da cinque anni insegno al suo interno: e il contatto con colleghi e situazioni stimolanti mi ha consentito di ampliare enormemente il bagaglio delle mie competenze professionali, nonché di arricchire sul piano umano.
Ciò mi ha spinto a scrivere per il blog un ‘post-esperienza’. (altro…)

“…un cordiale disarmo dell’io”

sabato, aprile 23rd, 2016

Han

“Per mancanza di calma la nostra civiltà sbocca in una nuova barbarie. In nessun’epoca si attribuì maggior valore agli attivi, cioè ai senza riposo. È dunque una delle necessarie correzioni che si devono apportare al carattere dell’umanità quella di rafforzare in larga misura l’elemento contemplativo.” (altro…)

Insegnare a vivere

sabato, ottobre 10th, 2015

morin“Ciascuno contiene in sé galassie di sogni e di fantasmi, slanci inappagati di desideri e di amori, abissi di infelicità, immensità di glaciale indifferenza, conflagrazioni di astri in fiamme, irruzioni di odio, smarrimenti stupidi, lampi di lucidità, burrasche dementi…” (altro…)

Diario di scuola

mercoledì, settembre 9th, 2015

puppet “ – I professori ci prendono la testa, signore! – Ti sbagli! La tua testa è già presa. Gli insegnanti cercano solo di restituirtela.”
Il breve dialogo immaginario tra un buon maestro e il suo allievo sorprende il lettore al termine del libro che Daniel Pennac dedicò alcuni anni fa agli adolescenti problematici e ai loro insegnanti, e che fu subito considerato una pregevole opera pedagogica al passo con lo spirito innovatore del tempo. (altro…)

“… il giusto posto dell’impossibile”

domenica, aprile 19th, 2015

Lezione2“Il maestro non è colui che possiede il sapere, ma colui che sa entrare in un rapporto singolare con l’impossibilità che attraversa il sapere, che è l’impossibilità di sapere tutto il sapere.”
È dalla consapevolezza di non sapere che può nascere il desiderio di apprendere. Al di là di tanti discorsi polemici sulla scuola, spesso sterili, rimane la figura insostituibile degli insegnanti, ai quali compete la responsabilità di umanizzare la cultura e trasmettere la passione per la conoscenza, concepita però come un compito impossibile da raggiungere. Quella curiosità infantile dalla quale scaturivano infiniti ‘perché’ deve essere sostenuta e incentivata nell’età adolescenziale, così densa di angosce da far perdere agli occhi dei ragazzi la luce della curiosità per il mondo che scorre intorno a loro a una velocità sempre più accelerata – velocità che rende impossibile afferrare pienamente le situazioni e il senso di ciò che accade. È sotto gli occhi di tutti una situazione sociale culturale educativa assai diversa dal passato anche recente. Gli insegnanti colgono ogni giorno sia i dettagli concreti che la globalità del problema… la noia disinteressata degli alunni, il delegare alla scuola la funzione educativa un tempo di competenza famigliare, l’imporsi dei valori effimeri di una società dominata dai massmedia e dai consumi. Quello che fa più male è in fondo constatare da parte dei ragazzi un disinteresse totale verso la realtà, non soltanto verso la cultura in senso stretto. Un disinteresse che si accompagna all’assenza di prospettive di cambiamento, di ribellione e di speranza in un futuro diverso. (altro…)

Tre tazze di tè … e molte scuole

lunedì, novembre 3rd, 2014

3scales“[…] Invece di raccontare semplicemente quanto ha fatto, io voglio vedere Greg Mortenson vincere la sua battaglia. Voglio che vinca perché sta combattendo la guerra al terrore nel modo in cui io credo andrebbe condotta. Battendo la cosiddetta Karakoram Highway sulla sua vecchia Landcruiser, correndo grandi rischi personali per seminare di scuole la regione che diede i natali ai talebani, Mortenson combatte contro i  motivi profondi del terrore ogni volta che offre a uno studente la possibilità di ricevere un’istruzione equilibrata, piuttosto che frequentare una madrassa estremista. […]” (altro…)

Una diagnosi della crisi scolastica: la scuola raccontata al mio cane

sabato, luglio 19th, 2014

gradini“Il primo giorno di scuola io facevo Virgilio. […] Entravo in classe e ai miei nuovi allievi leggevo, in genere, un passo dell’ Eneide. Naturalmente in Latino, e in metrica. Lo so che nessuno capiva niente, ovvio. […] Non volevo umiliarli; volevo solo dar loro l’idea di una grandezza, e quindi quel loro non capire niente mi serviva: era il balenare di un punto di arrivo molto alto, una specie di zenit al quale lo studio li avrebbe portati. […] Mi piaceva che ci fosse un filo tirato, un’idea di futuro. L’idea che esista un tempo lungo e che non si possa avere tutto e subito, che si debba fare fatica, ma che ne valga la pena” . Anche all’inizio della sua attività di saggista, dieci anni fa, Paola Mastrocola non temeva di manifestare un pensiero controcorrente per quanto concerne la scuola. Troppo spesso accusata di voler essere l’insegnante delle élites liceali, certamente poco incline ad accettare nelle proprie classi gli studenti “per forza”, questa autrice propone in realtà un’idea davvero democratica della scuola come luogo di studio serio, di riflessione profonda e di lentezza, nel quale tutti, benestanti e meno abbienti, siano dotati di mezzi intellettuali adeguati a raggiungere i vertici della società. (altro…)

Una vita da supplente

domenica, giugno 8th, 2014

chalk“La disparità esistente tra i docenti precari e quelli titolari di un contratto a tempo indeterminato è in contrasto con quanto stabilisce la Costituzione. Lo ha sancito la magistratura in un numero crescente e pressoché sconosciuto di sentenze. Il fatto che i docenti precari svolgano mansioni identiche a quelle espletate dai colleghi stabili, senza che le loro prestazioni garantiscano un uguale trattamento economico e un analogo trattamento normativo, collide con l’articolo 3 della nostra Carta, che impone l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il successivo articolo 36 ricorda che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro.” Le parole di Vincenzo Brancatisano, autore del volume che recensiamo, descrivono con sintetica precisione la condizione dei precari della scuola pubblica italiana, che da tanti anni insegnano le proprie discipline, assumendo anche impegni di responsabilità all’interno degli Istituti, ma che non godono dei diritti assicurati ai loro colleghi di ruolo. Quotidianamente posti di fronte ad una realtà ingiusta, i professori con contratto a termine vivono una sensazione di perenne incertezza, percepiscono l’impossibilità di essere padroni del proprio futuro e, non di rado, cadono vittime di depressione. (altro…)

Educare all’autonomia: il metodo ABA

martedì, marzo 18th, 2014

curtain

M. è una bellissima adolescente di quindici anni; quando ne aveva due, un celebre neuropsichiatra infantile redasse per lei una diagnosi di disordine pervasivo dello sviluppo. Fino ai diciassette mesi, M. aveva osservato interessata il mondo attorno a lei; aveva camminato, parlato e giocato come gli altri bambini della sua età. Poi, un inverno, il distacco, progressivo e lacerante, un lungo momento di non ritorno: gli occhi della bimba non cercavano più quelli della madre e del padre, le parole erano sempre meno, ad un certo punto quasi del tutto assenti, l’atteggiamento verso la vita distaccato e lontano. Crescendo, M. cominciava a manifestare un’estenuante serie di comportamenti problema: ciondolava continuamente, mostrava atteggiamenti ossessivi, urlava in modo penetrante, per ore ed ore, fuggiva in spazi aperti, distruggeva tutti gli oggetti che le capitavano in mano. Le insegnanti di sostegno della scuola materna e primaria, disperate, la rincorrevano dovunque; i loro interventi erano programmati con attenzione, ma non efficaci, e non avevano alcun effetto neppure sul breve periodo. I genitori di M. non accettavano questa assenza di progressi, non tolleravano la visione di una sofferenza così grande per la propria figlia, si preoccupavano per il suo destino in un futuro senza di loro. “Quando non ci saremo più chi vorrà stare con una disabile che urla come un’ossessa e rompe tutto?” si chiedevano continuamente. Poi, nel 2008, la svolta: i due, attraverso una nota associazione, sentivano parlare per la prima volta del Metodo ABA e dei suoi successi nel trattamento dei bambini con disturbi dello spettro autistico. Il desiderio di trovare nuove strade da percorrere insieme a M. era fortissimo: la bambina, spiegava la specialista del Metodo, poteva diminuire i comportamenti problema, poteva apprendere, poteva migliorare tutte le sue prestazioni. Era necessario che l’intera famiglia cambiasse radicalmente il proprio modo di vivere nell’effettuare il programma che il consulente del Metodo avrebbe realizzato: un programma di 40 ore settimanali, da svolgere a scuola e a casa, con educatori specializzati e genitori coinvolti quali tutor all’interno delle sessioni. Tentare fino all’ultimo era un imperativo per i genitori di M., che ormai frequentava la quarta elementare e che, forse, era ancora in tempo per cambiare. Sono passati sei anni da quel giorno: lo scorso giugno Martina, assistita dall’intero team ABA che la segue ancora oggi, ha terminato la scuola media: i comportamenti problema sono ridotti in modo evidente, le abilità ‘accademiche’ di lettura, scrittura e calcolo davvero discrete, le autonomie e la comunicazione notevolmente migliorate. Martina è, oggi, una persona nuova: a detta dei suoi genitori, una figlia ritrovata. (altro…)

Potenziare la mente. Per la diffusione del metodo Feuerstein nella scuola

mercoledì, febbraio 19th, 2014

amps“Il mediatore è il creatore di sogni e di speranze. Pensa che l’essere umano è modificabile, che egli stesso è modificabile, che la società è modificabile. Il mediatore porta la persona con la quale interagisce a raggiungere un’autonomia a lei adatta e a sviluppare al meglio le sue capacità; ha le energie per trasformare in funzionamento il potenziale, per creare nuove possibilità di apprendimento per la persona, per rassicurarla rispetto alla possibilità di evolvere in positivo”.
Le parole del professor Reuven Feuerstein (in R. Feuerstein – R. Yaacov – J. E. Rynders, Non accettarmi come sono, Milano 2005), notissimo psicologo israeliano di origini rumene, presentano con sintetica chiarezza le due idee alla base del metodo che lui ha creato e che da lui prende il nome: tutti gli esseri umani hanno l’opportunità di migliorare le proprie funzioni cognitive e di ottenere performances di livello progressivamente più alto. La chiave per aprire la porta al potenziamento della mente è l’apprendimento mediato, che F. considera la sola esperienza che può condurre chi lo desideri al proprio massimo. (altro…)


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