Posts Tagged ‘scuola’

“La scuola sarà sempre meglio della merda”: rileggendo la lettera della Scuola di Barbiana

domenica, agosto 29th, 2010

©classmates“Così è stato il nostro primo incontro con voi [gli insegnanti]. Attraverso i ragazzi che non volete. L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. E voi ve la sentite di fare questa parte nel mondo? Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passar da pazzi. Meglio passar da pazzi che essere strumento di razzismo.”. (continua…)

La scuola come via maestra all’integrazione sociale dei disabili

venerdì, febbraio 19th, 2010

©row“Quando si hanno dei figli mongoli, è meglio restarsene a casa”, così un cliente di una pizzeria trevigiana ha apostrofato qualche settimana fa i genitori di una bambina affetta da sindrome di Down. E ciò è accaduto per il semplice fatto che un pezzetto di carta, utilizzato durante un piccolo gioco di magia eseguito dalla figlia del titolare del locale per alcune bambine, è finito accanto – accanto! – al piatto di quel razzista. Già perché si tratta tecnicamente di razzismo, cioè di una discriminazione basata su un sapere pseudo-scientifico, volto ad allontanare dalla vita quotidiana (quel cliente era lì con tutta la famiglia) un diverso che fa ancestralmente paura. Una paura alimentata dall’attuale clima di insicurezza e di odio e fondata su una conoscenza inadeguata del mondo, impastata di ignoranza e stereotipi che si nascondono dietro un insulto la cui forza risiede proprio nel fatto che una volta fu una categoria scientifica. La frase esprime così emblematicamente la volontà di escludere l’altro, di non integrarlo.

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Il triangolo che non c’è: riprogettare la scuola

giovedì, aprile 9th, 2009

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“All’interno del dibattito pubblico sulla scuola, c’è chi ritiene di sapere, senza ombra di dubbio, che cosa essa sia e da questa certezza, acriticamente assunta, ricava meccanicamente gli obiettivi ed i compiti che le devono essere assegnati ed i contenuti che deve erogare nelle diverse tappe del suo sviluppo e nelle sue differenti articolazioni”. A partire, invece, da una visione problematica due esperti, Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe, indagano il significato del fare scuola oggi, sulla base di un approfondimento condotto costantemente su un duplice binario: da una parte (1) l’analisi dei risultati acquisiti dalla ricerca internazionale sui processi di apprendimento, unita alla riflessione sulle migliori esperienze di insegnamento, e dall’altra (2) l’esame dei processi organizzativi e degli indirizzi politici che governano il sistema educativo. Da queste riflessioni viene fuori un quadro in cui i diversi temi convergono in domande cruciali e ineludibili sull’attuale organizzazione scolastica, per rispondere alle quali vengono proposti spunti tesi a sollecitare il pensiero critico dei lettori e a stimolarne l’autonoma valutazione.
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Mal di scuola

giovedì, novembre 20th, 2008

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“L’altro giorno è venuto da me [Laura, professoressa di lettere a Torino] un padre, una persona perbene e benestante. Mi prende da parte, con tono da confessionale. «Ieri a cena è successa una cosa terribile. Mio figlio mi ha mandato affanculo, e io non ho saputo reagire. Cosa devo fare?» Laura abbozza una risposta, prova <a> dire quel che pensa: «Ma scusi, suo padre cosa avrebbe fatto?». Lui si inalbera: «Ah no, lei mi sta invitando a dare una sberla a mio figlio, questo non posso accettarlo». E allora continua a farti mandare affanculo, ha pensato Laura. Ma non lo ha detto. Lo ha salutato cortesemente, con un sorriso. Gli insegnanti arrivano fino a un certo punto, poi tocca anche agli altri, a quelli che stanno fuori.” (continua…)

L’individualizzazione a scuola

sabato, marzo 29th, 2008

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“La preoccupazione non deve consistere nel fatto che tutti sappiano le stesse cose, ma nel fatto che certe cose siano sapute da tutti”. Una preoccupazione che non deve riguardare soltanto chi, a cominciare dagli insegnanti, fa della trasmissione del sapere il fine della propria professione e/o della propria vocazione, ma deve essere condivisa da tutte le componenti di una società democratica, perché ciò che tutti devono sapere è il complesso delle conoscenze, delle competenze, dei valori, che permettono una piena partecipazione alla vita sociale e politica. Nell’ambito del sistema scolastico questa esigenza si traduce nell’assunzione dell’orientamento didattico dell’individualizzazione, secondo il quale la scuola deve cercare in primo luogo di garantire a tutti le abilità di base, valide per la vita (life skills), attraverso il ricorso a metodi d’insegnamento adeguati alle caratteristiche di ogni singolo allievo. (continua…)