Una battaglia di civiltà fondamentale per la sicurezza sul lavoro
mercoledì, ottobre 19th, 2011
“[...] a questo proposito lascia stupefatti l’arretramento culturale avvenuto negli ultimi decenni, come se gli anni ‘70 fossero lontani un’era geologica: «In quel periodo – osserva [Vezio] Ruggeri [psicofisiologo presso la facoltà di psicologia della Sapienza di Roma] - si iniziava a fare strada una concezione innovativa, secondo la quale il lavoratore entrava nella progettualità generale del processo produttivo. Il lavoratore stesso attribuiva un valore al suo lavoro riconoscendosi delle competenze acquisite con la sua esperienza lavorativa nell’azienda o nel settore, da mettere al servizio di un miglioramento delle proprie condizioni lavorative. [...]. È evidente che se il processo lavorativo non è collocato in quest’ottica perché considerata astratta dalle stesse organizzazioni dei lavoratori, diventa molto più semplice ‘monetizzare quello che è un diritto a condizioni lavorative umane’, inseguendo l’uovo oggi piuttosto che una gallina, considerata improbabile, domani […]»”. (continua…)




