Posts Tagged ‘Stati Uniti’

“Quando venne censurata l’immaginazione”

venerdì, gennaio 20th, 2017

hajdu

“… il disegno a tutta pagina di apertura di una storia, “Avventura amorosa”, fu pubblicato con la testa di un’affascinante ragazza bionda che galleggiava su uno sfondo interamente nero; tutto il corpo del personaggio era stato cancellato con l’inchiostro e, nel resto della storia, macchie nere coprivano alcune aree delle pagine, mentre le nuvolette di testo avevano spazi bianchi da cui erano state cancellate delle parole, censurate come le lettere dei carcerati, come se gli sceneggiatori e i disegnatori di albi a fumetti fossero stati davvero criminali incalliti…” (altro…)

La costruzione del consenso

mercoledì, novembre 9th, 2016

chomskyLa paura della democrazia è profonda. Alexander Hamilton lo espose chiaramente quando descrisse il popolo come una ‘grande bestia’ da cui le élite governanti dovevano essere protette”.
In questa recensione affrontiamo il problema di come l’educazione sia influenzata dalle ideologie politiche. Da diversi anni Noam Chomsky espone la sua credibilità di eminente studioso di linguistica per sferrare pesanti attacchi alla politica americana; questa sua pressante richiesta di trasparenza, onestà e reale democrazia lo ha fatto ritenere “uno dei più importanti pedagogisti della storia”, nonostante non si occupi di teorie dell’istruzione, bensì di strutture grammaticali del linguaggio – da una parte – e di sistemi politici democratici – dall’altra. (altro…)

Verità nascoste

giovedì, agosto 25th, 2016

moore

Le parole si susseguono inseguendo le immagini. Una serie di intrighi costruisce un’immagine diversa del paese dell’American Dream e del diritto alla felicità individuale.
“Questa non è casa tua. È piuttosto come se qualcuno avesse tracciato l’ombra dell’America, ne avesse tratto un’impressione e da quella impressione avesse improntato un vasto continente di ombre, governato da fantasmi luminosi, spettri e sagome.” (altro…)

The New New Deal

lunedì, marzo 9th, 2009

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“Il trucco non invecchia mai, l’illusione non perde smalto. Votate contro l’aborto: avrete la riduzione delle imposte sui redditi di capitale. Votate perché la nostra nazione torni a essere forte: avrete la deindustrializzazione. Votate contro quei professoroni universitari paladini del politicamente corretto: avrete la deregolamentazione del settore elettrico. Votate per levarvi il governo dalle scatole: avrete concentrazioni aziendali e monopoli in ogni settore, dai media al confezionamento della carne. Votate per tener testa ai terroristi: avrete tentativi di privatizzare la previdenza sociale. Votate per dare una lezione alle élites: avrete un ordine sociale in cui la concentrazione della ricchezza ha raggiunto livelli mai visti prima nel corso della vostra vita, in cui ai lavoratori è stato tolto ogni potere e gli amministratori delegati ricevono compensi al di là dell’immaginabile” (Thomas Frank, What’s the Matter with Kansas? How Conservatives Won the Heart of America, New York 2004, trad. e cit. a pp. 170-171). (altro…)

Sperare in un responsabile senso di realtà: l’America di Obama

giovedì, gennaio 29th, 2009

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“Cyril Connolly [critico letterario] ebbe a dire una volta che dentro ogni uomo grasso ce n’è uno magro che lotta per uscire. Sarà Obama (quel ‘tipo ossuto con un nome buffo’, come dice egli stesso) quell’uomo magro per gli Stati Uniti? Rappresenterà quell’America agile, libera, sveglia che vuole liberarsi e uscire dal gigante obeso, sovradimensionato e lento di comprendonio le cui forze armate fanno disastri in tutto il mondo, il cui credito esaurito trascina giù con sé l’economia mondiale, le cui scorie stanno intossicando l’atmosfera nazionale e internazionale, il cui obsoleto arsenale nucleare (insieme a quello della Russia) minaccia ancora oggi ogni forma di vita?”
“Eppure c’è una scelta che si sovrappone a tutte le altre, collegandole tra loro, e che in un certo senso viene prima di tutte le altre: occorre decidere se gli Stati Uniti, fino ad oggi soffocati da una fitta nebbia di illusioni, sapranno disciplinarsi fino a percepire e trattare con il mondo esterno così com’è o se, abbandonando una volta per tutte ogni ragionevolezza, si tufferanno definitivamente in un mondo seducente di fantasia. Questo era l’interrogativo più immediato che si poneva agli elettori e l’elezione di Obama non ha fornito che una risposta temporanea e parziale.” (altro…)


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