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	<title>Attraverso lo Specchio &#187; tempo</title>
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		<title>Il tempo è un&#8217;illusione?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 18:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Quantum Gravity]]></category>
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“Secondo alcuni fisici è possibile che i concetti dinamici di tempo e di cambiamento emergano da un universo statico.” L&#8217;esperienza quotidiana ci fa naturalmente percepire il tempo come un flusso continuo che nasce nel passato e finisce nel futuro. Al termine passato viene legato il concetto di fisso, determinato e immutabile mentre al futuro si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-730" title="Â©hands" src="http://www.attraversolospecchio.eu/wp-content/uploads/2010/09/hands-300x168.jpg" alt="Â©hands" width="450" height="230" /><br />
“Secondo alcuni fisici è possibile che i concetti dinamici di tempo e di cambiamento emergano da un universo statico.” L&#8217;esperienza quotidiana ci fa naturalmente percepire il tempo come un flusso continuo che nasce nel passato e finisce nel futuro. Al termine passato viene legato il concetto di fisso, determinato e immutabile mentre al futuro si associa il senso di aperto e indeterminato. Questa struttura non appare in nessuna equazione fisica in quanto nessuna variabile dice che noi ci troviamo in un particolare istante dell&#8217;Universo. Nelle teorie fisiche non esiste il fluire del tempo. Che fine ha fatto allora il tempo? E&#8217; forse vero che la meccanica quantistica determina la fine del concetto di tempo nella fisica? Le posizioni sono discordanti: l&#8217;unica verità al momento sembra essere la necessità di rivedere il concetto del tempo!<span id="more-729"></span><br />
Affrontiamo il problema del tempo tramite la lettura di una pubblicazione scientifica dal titolo: Forget Time (http://www.fqxi.org/community/forum/topic/237) di Carlo Rovelli, professore al dipartimento di fisica e di astronomia di Pittsburg.<br />
R. dichiara che è necessario riformulare le interpretazioni fisiche della meccanica quantistica per giungere ad una maggiore comprensione dell&#8217;Universo.<br />
Le idee fondamentali sono due: &#8211; l&#8217;inadeguatezza del concetto di osservatore indipendente  dallo stato del sistema – il  formalismo che deve derivare da un gruppo di esperimenti presi come postulati.<br />
La strategia di elaborazione teorica ha origine da una riflessione condotta per analogismo con lo sviluppo teorico della relatività di Einstein, che prima ha prodotto i concetti fondamentali e poi ha dato origine ad un formalismo interpretativo, quale quello espresso nelle trasformazioni di Lorentz.<br />
Il lavoro di R. parte dal risultato delle ricerche di Wheeler e DeWitt che hanno riscritto le equazioni della relatività in un’ottica quantistica elettromagnetica, giungendo alla conclusione che le nuove equazioni non prevedevano la variabile tempo. I risultati così ottenuti hanno provocato disorientamento dal momento che l&#8217;esperienza del tempo è un concetto percepito da tutti. Per approfondire l&#8217;argomento si veda la pubblicazione di Cl. Kiefer, Does Time exist in Quantum Gravity? (http://www.fqxi.org/community/forum/topic/265).<br />
Il primo attacco al concetto di tempo classico è avvenuto ad opera di Einstein, come è stato da lui stesso sottolineato nel 1922: “an analysis of the concept of the time was my solution!”. Successivamente fu Nevill Mott a mettere in evidenza di un nuovo modo di concepire il tempo grazie all&#8217;esperimento di collisione tra un nucleo di elio e un atomo più grande. Lo scienziato applicò un&#8217;equazione statica per modellare l&#8217;esperimento che, come tale, non comprendeva la variabile tempo ; e solo poi, successivamente una volta diviso il sistema in due sottosistemi, aveva usato l&#8217;atomo di elio come riferimento temporale per l&#8217;evento  , con una costante di proporzionalità . Pertanto il sistema nel complessivo era indipendente dal tempo, mentre le singole parte non lo erano.<br />
Nella gravità quantistica, come spiegato da S. Klein nell&#8217;articolo Does Time Exist in quantum gravity? (http://www.thp.uni-koeln.de/gravitation/), le cose non sono molto diverse. L&#8217;universo è privo di tempo ma, nel momento che lo dividiamo in parti, appare il tempo, o per meglio dire alcune elementi diventano orologi fisici per  le altre parti. Noi come essere umani, essendone una parte del tutto, percepiamo il tempo in relazione agli elementi che ci sono vicini.<br />
La questione che rimane aperta a questo punto è quale sia l&#8217;origine della direzione del tempo: infatti, se nasce dalla località dell&#8217;equazione, dal momento che il sistema generale ne è indipendente, per quale motivo la direzione del tempo è solo positiva?. La risposta sembra essere legata all&#8217;aumento dell&#8217;entanglement e di conseguenza all&#8217;aumento dell&#8217;entropia delle variabili globali. Questa elaborazione, se venisse dimostrata, avrebbe un&#8217;incidenza importante sulle teorie dell&#8217;universo, dal momento che un aumento dell&#8217;entropia significherebbe l&#8217;espansione dell&#8217;universo.<br />
In conclusione, queste recenti teorie fisiche ci pongono davanti un nuovo concetto di tempo che rivoluziona il nostro modo di pensare il mondo: una rivoluzione dell&#8217;ordine della relatività di Einstein. Ci troviamo all&#8217;interno di un sistema infinito che comprende ogni cosa che non ha tempo e non ha luogo, in cui gli elementi costituenti percepiscono il fluire del tempo in contrapposizione con gli altri. Percepiamo in termini di spazio gli eventi dell&#8217;universo e in termini di tempo lo spazio delle probabilità in cui non avvengono contraddizioni. In una parola penso che la conoscenza umana si avvicina sempre più ad un modello fisico che ha concepisce DIO come essere infinito e senza tempo, onnicomprensivo di un infinito creato, a cui l&#8217;uomo partecipa come elemento contenuto, che con la sua materialità riesce a percepirne alcuni aspetti e con la sua spiritualità nutre il suo anelito verso una realtà senza tempo e senza spazio.</p>
<p style="text-align: right;">M. T.</p>
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		<title>La Storia dell&#8217;Universo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 13:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e trasmissione del sapere]]></category>
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		<description><![CDATA[
â€œUna buona teoria Ã¨ quella che produce un alto numero di predizioni suscettibili, in linea di principio, di essere confutate dall&#8217;osservazione. Ogni volta che nuovi esperimenti forniscono risultati in accordo con le predizioni, la teoria sopravvive e la nostra fiducia in essa aumenta; ma se troviamo anche solo una nuova osservazione in disaccordo con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.attraversolospecchio.eu/wp-content/uploads/2008/10/dome.jpg" title="dome.jpg"><img src="http://www.attraversolospecchio.eu/wp-content/uploads/2008/10/dome.jpg" alt="dome.jpg" /></a></p>
<p>â€œUna buona teoria Ã¨ quella che produce un alto numero di predizioni suscettibili, in linea di principio, di essere confutate dall&#8217;osservazione. Ogni volta che nuovi esperimenti forniscono risultati in accordo con le predizioni, la teoria sopravvive e la nostra fiducia in essa aumenta; ma se troviamo anche solo una nuova osservazione in disaccordo con le previsioni, dobbiamo abbandonare o modificare la teoriaâ€ (Karl Popper). Combinando la teoria della relativitÃ  generale con la meccanica quantistica si prospetta una struttura dello spazio tempo quadridimensionale del tutto nuova: senza singolaritÃ  e senza confini, simile alla Terra ma con un numero maggiore di dimensioni.<span id="more-150"></span></p>
<p>Torniamo ad occuparci delle teorie dell&#8217;Universo recensendo <em>â€œLa grande storia del tempoâ€</em>, libro scritto alcuni anni fa da Stephen Hawking, uno dei maggiori cosmologi viventi. Il XX secolo ha segnato l&#8217;evoluzione dei concetti di spazio e tempo, vedendo la nascita di due teorie in continuo conflitto tra loro: la teoria della relativitÃ  generale da una parte e la meccanica quantistica dall&#8217;altra. Mentre la prima ha preso ad oggetto lâ€™infinitamente grande, la seconda si Ã¨ occupata dellâ€™infinitamente piccolo; si Ã¨ verificata cosÃ¬ nel tempo una delle piÃ¹ grandi fratture nel mondo della fisica teorica. Il tentativo di assorbire una teoria nell&#8217;altra Ã¨ stato fallimentare piÃ¹ di una volta: gli ultimi successi sembrano delineare un nuovo quadro che si avvale di entrambe le teorie.<br />
H. ripercorre la storia del sapere scientifico a partire dalla teoria della relativitÃ  ristretta fino ad arrivare alla teoria delle p-brane. E&#8217; una storia piena di contraddizioni, durante la quale si Ã¨ dovuto combattere contro il senso comune e aspettare il consenso degli esperimenti, perchÃ© le nuove teorie fossero accettate dai piÃ¹. Possiamo ricordare il caso della finitezza della velocitÃ  della luce espressa da Einstein nella teoria della relativitÃ  ristretta che nella sua capacitÃ  di spiegare la variazione di frequenza delle eclissi lunari di Giove ha conosciuto il suo primo successo. Lo spazio e il tempo, da grandezze statiche e immutabili, che necessitano di un punto assoluto di riferimento,Â diventano concetti mutabili e arbitrari: non c&#8217;Ã¨ alcuna differenza tra due coordinate spaziali qualsiasi. Possiamo inoltre ricordare la tanto contemplata relazione di Einstein, E=mc^2, che stabilisce la corrispondenza tra la massa ed energia. Per la prima volta si stabilisce una relazione tra la massa posseduta da un corpo e la sua energia corrispondente: ciÃ² equivale a esprimere che se l&#8217;energia di un oggetto aumenta, aumenta anche la sua massa, ossia la sua resistenza all&#8217;accelerazione (variazione di velocitÃ ).</p>
<p>La teoria della relativitÃ  generale segna,in tal modo, una rivoluzione nel concetto di gravitÃ  che si vede mutare da forza attrattiva a conseguenza della curvatura dello spazio-tempo. I corpi seguono,infatti, le cosiddette geodetiche, che, in uno spazio curvo, sono il percorso piÃ¹ breve da percorrersi. Vi chiarifico brevemente il concetto di geodetica: la superficie terrestre Ã¨ una superficie curva; i tragitti piÃ¹ brevi degli aerei sono quelli compiuti lungo il cerchio massimo â€“ cerchio che ha come centro il centro della terra â€“, che in una mappa appiattita descrive una linea curva e non una retta. Infatti, un aereo che viaggia da New York a Roma per percorrere il tragitto piÃ¹ breve non deve seguire la direzione est ma bensÃ¬ andare verso nord-est per poi girare gradualmente verso est e infine verso sud-est.<br />
La storia della scienza ci conduce a questo punto alla meccanica quantistica, la teoria forse piÃ¹ discussa dei nostri giorni. Il modello dell&#8217;Universo viene cosÃ¬ completamente sconvolto, in quanto si abbandona per la prima volta il determinismo di Laplace per entrare nel mondo dell&#8217;indeterminato. La teoria quantistica ha infatti come primo fondamento il principio di indeterminazione di Heisenberg che sancisce la fine del concetto di posizione e velocitÃ  come entitÃ  separate ma facenti parte di un unico stato quantico.<br />
La meccanica quantistica apre le porte all&#8217;avvento della probabilitÃ  in fisica associando all&#8217;osservazione una serie di esiti con valori (pesi) differenti. Per capire meglio di cosa si tratti, possiamo immaginare un tiro nel gioco delle freccette: la teoria classica ci dice se la freccia colpisce il bersaglio o meno in quanto data la conoscenza delle condizioni iniziali, cioÃ¨ la velocitÃ  e la gravitÃ , Ã¨ possibile determinare in anticipo il punto di arrivo della freccetta.<br />
La meccanica quantistica ribalta questo sistema concettuale: per l&#8217;indeterminazione intrinseca nella natura non Ã¨ possibile conoscere a priori il risultato, ma ci sarÃ  sempre una probabilitÃ  di colpire o meno il bersaglio. In questo nuovo quadro il dualismo onde particelle diventa indissolubile e si afferma piuttosto il concetto di interferenza tra particelle. Lo sviluppo di tale teoria ha messo a dura prova il rapporto tra senso comune e spiegazioni fisiche del concetto di tempo, aprendo ipoteticamente le porte alla possibilitÃ  dei viaggi nel tempo. Per spiegare questo concetto immaginiamo di avere due eventi: l&#8217;evento A sulla Terra e l&#8217;evento B su Proxima Centauri, il primo sia avvenuto nel 2012 e il secondo nel 2013 stando al tempo terrestre; ma dal momento che dalla Terra a Proxima Centauri ci sono 4 anni luce di distanza, per un osservatore di Proxima Centauri, che si sta allontanando dalla Terra alla velocitÃ  prossima alla luce, l&#8217;ordine apparirÃ  invertito. Questo osservatore potrebbe perÃ² dire che, ammesso di muoversi ad una velocitÃ  superiore a quella della luce, potrebbe tornare indietro da A a B prima che l&#8217;evento sia stato compiuto. Lâ€™ostacolo teorico a un tale viaggio nel tempo rimane perÃ² l&#8217;impossibilitÃ , sostenuta da Einstein, di superare la velocitÃ  della luce. Esiste in realtÃ  unâ€™ipotesi alternativa, ma, giunti a questo punto, le cose diventano alquanto complicate. Si puÃ² infatti piegare il tessuto spazio-temporale creando una scorciatoia tra A e B che va sotto il nome di tunnel spazio-temporale (<em>wharmhale</em>). E&#8217; un po&#8217; come immaginarsi di dover superare una montagna di poter, inveceche salire la cima e poiÂ discendere,Â passare per una galleria che l&#8217;attraversi; in questo modo la velocitÃ  di percorrenza rimane inferiore alla luce ma il tragitto sarebbe piÃ¹ corto (â€œpontiâ€ di Einstein e Rosen 1935).<br />
Per capire di che cosa si tratti, immaginiamo che la materia sia come una sfera (curvatura positiva); perciÃ², per distorcere lo spazio-tempo, avremmo bisogno di una curvatura negativa che Ã¨ possibile solo come energia negativa. Le teorie che ci hanno insegnato a scuola a questo punto ci abbandonano perchÃ© ci hanno sempre detto che l&#8217;energia puÃ² essere solo positiva e invece la meccanica quantistica ci smentisce al riguardo. Secondo alcune teorie elaborate da uno dei piÃ¹ grandi fisici moderni, Richard Feynman, si puÃ² supporre, giÃ  a livello di singole particelle, la possibilitÃ  del viaggio indietro nel tempo. Feynman sostiene che il fenomeno di annichilazione di una particella con la sua antiparticella che si muove in un circuito chiuso di spazio e tempo puÃ² essere vista come una particella A che si muove avanti nel tempo fino al punto B e quindi poi ritorna indietro nel tempo fino ad A.<br />
Si aprono quindi scenari completamente nuovi che, come vediamo, cambiano il nostro immaginario dell&#8217;Universo e trasferiscono nel campo della fisica concetti che fino a pochi anni fa erano esclusiva pertinenza della fantascienza. Rimane perÃ² aperto il conflitto tra teoria della relativitÃ  e meccanica quantistica, anche se si stanno aprendo la strada nuove teorie di unificazione tra le quali citiamo la teoria delle stringhe e delle brane. In queste nuove elaborazioni iÂ mattoni dell&#8217;Universo non sono piÃ¹ particelle ma filamenti che vibrando danno vita a varie particelle e a mondi paralleli.</p>
<p>Potremmo continuare a lungo a citare le nuove teorie, una piÃ¹ affascinante dell&#8217;altra, che animano quotidianamente i dipartimenti di fisica delle universitÃ  e il mondo del web. Il mio post vuol essere un invito a lasciarsi affascinare da questo mondo e a farsi trasportare in questi viaggi alla scoperta della struttura dell&#8217;Universo.</p>
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